04 maggio 2008

L’ITALIA S’È “DESTRA”

È ritornato. Il Cavaliere ritorna in sella. E con Lui ritorna il buon senso. Da sempre mi è sembrato incredibile che in un Paese liberale come il ns, se pur pieno di contraddizioni, la guida del Governo venisse affidata alla sinistra radicale e statalinista, sconfessata dalla Storia e dalla Ragione.Scrivevo due anni fà in occasione della affermazione della sinistra che quella sarebbe stata una vittoria di Pirro, una moda passeggera dettata dall’antipatia cronica verso il personaggio Berlusconi e che Prodi sarebbe stato in perenne bilico per colpa dei Poteri Forti i quali non vogliono la stabilità di governo,e così si è dimostrato. L’Italia si è risvegliata dall’oblio di due anni di governo malsano e demolitore, appena in tempo dalla bancarotta, dalla recessione, dalla svendita di gruppi storici come l’Alitalia ,dalla immersione nella “monnezza” della Campania, dallo smarrimento dell’ identità nazionale screditata all’Estero per colpa di una politica ricattatrice dettata dalla sinistra estrema ed ecologista (sic!!) di Pecoraro-Scanio. Gli Italiani hanno capito, spero una volta per sempre,che la sinistra non sa e non può governare. La sinistra italiana, da sempre all’opposizione è capace soltanto di contestare, di protestare senza proporre niente di socialmente utile per le famiglie bisognose, senza una politica di rinnovamento strutturale e ambientale moderna pratica ed efficiente, radicata da sempre ai vecchi valori della resistenza storicamente e realisticamente superati. Veltroni, si può dire con coraggio, ha provato in questi mesi a convicere il popolo italiano che il suo partito è il futuro, il cambiamento che tutti si aspettano, magari con il tempo avrà ragione , peccato che in questa tornata eletorale, lo ha fatto portandosi dietro i resti del fallito Governo Prodiano , difendendo l’operato del Professore, il quale, forse in un attimo di lucidità e di pudore, aveva deciso di non candidarsi , facendo comunque sentire la sua presenza nell’intera campagna elettorale e quindi nuocendo all’immagine del nuovo che si voleva ricreare. Però una cosa Veltroni l’ha ottenuta e credo che dobbiamo rendergli merito: la scomparsa del Partito Comunista dal Parlamento italiano. In meno di due anni dall’occupazione del potere... al niente. Questa è la democrazia, di questo è capace è meritevole soltanto il popolo italiano. La fedeltà di un Bossi alla fine viene premiata, l’opportunismo di Casini viene ridimensionato, il doppiogiochismo degli eredi del PCI viene sconfitto.Ci chiamano pecoroni, opportunisti,menefreghisti e pure mafiosi ma, forse, siamo gli unici al mondo capaci con la ns forza e la ns volontà di ribaltare situazioni drastiche e drammatiche, di rialzarci in tempo, prima del gong, e di ricominciare a combattere e a vincere. L’Italia ha bisogno di stabilità, di regole nuove , di una Costituzione rinnovata e pratica, anche di federalismo (perchè no?) di giustizia equa e garantista, di salvagurdia della proprietà privata e di restituire il potere di acquisto agli stipendi e ai salari e anche di molto altro. Un duro lavoro aspetta Berlusconi e il suo Governo. Dovrà lottare da subito in Patria contro gli scettici, cioè quelli che sperano nell’ambiguità della Lega, contro le famiglie storiche che controllano una parte della magistratura , della stampa e dei sindacati , contro le lobbies della finanza, ma Berlusconi non è un signorsì, non ha bisogno di adulare qualcuno; sa quello che deve fare e con chi stare, perchè oggi come oggi può contare sull’appoggio di chi può garantirgli la stabilità , la sicurezza, la volontà e la decisione di andare avanti nei prossimi 5 anni, nel rispetto delle regole e dei ruoli, senza pregiudizi nè favoritismi nè opportunismi, con concretezza senza sperperare nè tempo nè denaro pubblico, perchè Egli può contare sull’appoggio del Potere, non quello dettato dalla Casta o dalle Famiglie ma sul potere vero, reale, quello sancito dall’art. 1 della Costituzione, il potere che appartiene al Popolo italiano, al Popolo Sovrano, al Popolo delle Libertà.

Stefano Mercuri

L’istituto Bancario Gruppo Veneto Banca concede prestiti alle piccole e medie imprese di Moldova

La Banca Europea ha sottoscritto con l’Eximbank Gruppo Veneto Banca un accordo di impegno su un credito di 20 milioni di dollari, destinati a finanziare le piccole e medie imprese di Moldova. Il Presidente Marcel Chirca ha reso noto che gli agenti economici potranno ottenere crediti fino a 350 mila dollari, per le piccole imprese e fino a 3 milioni per le medie imprese. Tali crediti possono essere liquidati in qualsiasi valuta, per un periodo di 5 anni e con un periodo di grazia di 2 anni. Questa iniziativa finanziaria colmerà in parte il deficit creditizio, a medio e lungo termine, sul mercato bancario moldavo.

L’Ambasciatore d’Italia ha incontrato in Chisinau il Ministro dell’Economia

Daniele Mancini, Ambasciatore d’Italia, da Bucarest è venuto a Chisinau, dove ha incontrato il Ministro dell’Economia Igor Dodon. Nel contesto si sono affrontati i temi e gli argomenti utili ad ampliare le relazioni economico-commerciali tra i due paesi. L’Ambasciatore ha espresso il proprio sincero apprezzamento per i progressi compiuti dalla Moldova, sottolineando che “in ragione di una serie di eventi informativi, organizzati sia in Moldova sia in Italia, il circuito affaristico italiano è interessato a potenziare concretamente la presenza degli investitori italiani in Moldova”. Per parte sua Dodon ha confermato come la Moldova sia particolarmente favorevole agli investimenti italiani. Le parti hanno convenuto di organizzare, per la metà del 2008 in Chisinau, un certo numero di incontri con la partecipazione di agenti economici dei due paesi, su vari soggetti che interessano lo sviluppo delle infrastrutture, il settore delle costruzioni, l’agricoltura e l’agrobusiness. In prospettiva della prossima apertura dell’Ambasciata d’Italia in Chisinau, i due ufficiali hanno convenuto che tale evento, contribuirà fortemente a intensificare forme più efficaci di parteneriato tra gli agenti economici dei due paesi.

Un dono dell’ UNICEF alla Moldova

Il Comitato nazionale UNICEF svizzero ha offerto due milioni di dollari a favore dei bambini moldavi. Questa somma verrà destinata al fine di migliorare la qualità dell’educazione scolare e per fornire agli enti sanitari alcuni incubatori per i neonati.Una parte notevole della somma sarà usata per dotare i centri per la maternità con apparati tecnologici adeguati, consentendo la sopravvivenza dei nati prima del termine, o sotto peso. Infatti dal gennaio 2008 si è modificato il principio sul peso dei bambini da considerarsi alla nascita “nati vivi”. Di questa categoria fanno parte i bambini che alla nascita superino il peso di almeno 500 grammi, secondo gli standard internazionali. Le somme restanti saranno utilizzate per istituire in Moldova modelli di scuole più accoglienti.

I moldavi : poveri di lusso

Da statistiche serie i moldavi sono grandi consumatori di beni superflui. Ad esempio : telefonini modernissimi e multi-uso, elettrodomestici sofisticati, abbigliamenti di “firma”, auto confortevoli e costose. L’indagine DOXA non precisa quali siano le categorie di persone che possono permettersi questi lussi. È certo che si tratta di coloro che ricevono aiuti finanziari dai parenti che lavorano all’estero. Questo dice abbastanza, ma non proprio tutto. Peraltro gli indicatori economici dimostrano che la Moldova sta vivendo una impressionante crescita macroeconomica. Tuttavia gli osservatori delle istituzioni umanitarie internazionali (ONU, UNICEF, C.R.I) sostengono che la Moldova resta il paese più povero d’Europa. Ma in che senso? Nel senso che la povertà presenta un grave impedimento allo sviluppo umano. Perciò deve piuttosto impedirsi alla Moldova che la povertà possa divenire progressiva, per un tempo indefinito. Non si inganni il lettore. Non si tratta di una questione di carattere ideologico, ma di una riflessione morale sul concetto di sviluppo umano. Non basta che si soddisfino i bisogni primari o consumistici. I moldavi sono chiamati a compiere un atto di rinnovamento sociale. E da soli non possono farcela. Ecco perchè la Moldova ha necessità dell’Europa: non soltanto di un progetto politico ed economico; ma soprattutto di quanto può garantire il rispetto dei fondamentali diritti umani, consentendo anche ai moldavi di appropriarsi dei principi che hanno fatto l’Europa. Si ricordi che la forza del pensiero europeo ha avuto fondamento nella capacità di una continua autocritica. Soltanto l’Europa ha espresso movimenti come la Riforma, il Rinascimento, l’Illuminismo. Nella storia europea ogni crisi ha sempre provocato meccanismi di profonda autoriflessione. La Moldova per meritare l’Europa dovrà dar prova anch’essa (a se stessa) di questa capacità. Nè può avere altre alternative.

R.S.